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Un nuovo sito, aperto alle idee di tutti

giovedì 10 febbraio 2011

Nasce oggi una versione tutta nuova del sito. Dietro una veste grafica completamente ridisegnata, si cela una filosofia diversa che porta con sé molte modifiche sostanziali.

Non più un sito "vetrina", ma uno spazio facilmente navigabile, ricco di contenuti aggiornati ogni giorno, che include news, articoli di stampa, filmati: tutto raggiungibile in pochi clic.

Ciò che più caratterizza queste nuove pagine è la possibilità per gli utenti di commentare qualsiasi cosa, senza alcun filtro e senza doversi registrare. Sarà quindi questo anche un luogo di dibattito, aperto alle idee di tutti.

L'auspicio è che gli strumenti del web possano contribuire ad avvicinare sempre più cittadini ed eletti, affinché nelle Istituzioni giungano davvero le istanze maggiormente sentite.

Spero che questo spazio rinnovato vi piaccia, ed in ogni caso attendo commenti.

Un saluto.

PS: sono stati importati qui sul blog tutti i post della vecchia piattaforma Blogger, con i relativi commenti. Inevitabilmente molti link puntano ora laddove non c'è nulla. Perdonerete l'inconveniente e, nel caso servissero "orientamenti" su ciò che non si trova più, sono a disposizione.

17 Commenti a “Un nuovo sito, aperto alle idee di tutti”

  1. Giovanni scrive:

    Onorevole Cassinelli,

    in riferimento al PDL 3900 – Riforma forense – sono rimasto al quanto sconcertato dalla posizione che avete preso. Ritirare 500 emendamenti…….
    Ma si rende conto che il sistema legislativo italiano è basato sulla verifica, discussione e approvazione di due camere! Esprimere una valutazione di natura politica e non tecnica ed invitare i colleghi al ritiro di tutte le proposte emendative presentate, esprimendo altrimenti parere contrario sulle stesse ha carattere antinazionalista. Lei ha una posizione di responsabilità, Non può accettare, solo perchè son 60 anni che si aspetta una riforma, un testo che è vecchio ancora prima di partire .

    Dovrebbe sapere che l’infausto formulato è in palese contrasto con:

    la chiara Sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che così recita: “la prestazione d’opera intellettuale nell’ambito dell’assistenza legale è riservata agli iscritti negli albi forensi solo nei limiti della rappresentanza, assistenza e difesa delle parti in giudizio, e, comunque, in diretta collaborazione con il giudice nell’ambito del processo, onde, al di fuori di tali limiti, l’attività d’assistenza e consulenza legale non può considerarsi riservata agli iscritti negli albi professionali” (Cass. civ. Sez. Unite, 3 dicembre 2008, n. 28658);

    le segnalazioni della BCE, dell’Unione Europea, dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e il documento “Progetto delle Imprese per l’Italia”;

    l’art. 3 comma 1 della legge n. 148 del 14/9/2011 nel quale sono espressi con chiarezza i principi della libertà di impresa e con l’art. 1 e 3 della Costituzione.

    E’ questa dunque la liberalizzazione promessa o un colpo di coda del peggiore corporativismo?

    E’ inutile ricordarle il grado di responsabilità che comporta la sua posizione e l’assoluta cautela nel legiferare.

    cordialità,

    Giovanni

    • admin scrive:

      Egregio Signor Giovanni,

      sono ben al corrente della responsabilità che mi deriva dall’essere relatore della riforma in questione.

      Con tutte le forze presenti in Parlamento sono stati svolti ragionamenti squisitamente tecnici e per nulla politici, trattandosi per di più di una materia tecnica e non politica.

      Non credo affatto, infine, che si tratti di un testo “vecchi ancora prima di partire”. Da molti (avvocati e non), anzi, ricevo pareri positivi.

      Cordialmente.

      Roberto Cassinelli

      • Giovanni scrive:

        Voglia rileggersi quanto riferito ai suoi colleghi in parlamento.

        Saprà che se va sul sito del parlamento troverà ogni sua affermazione.

        non dia risposte da politico. Elusive e forvianti.

        Non mi interessa che pubblichi o meno la mia risposta. Ci tengo che agisca in coscienza valutando attentamente le sue scelte, sperando che sia lei a leggere il suo blog, le auguro una buona serata,

        Giovanni

  2. Piero Manzanares scrive:

    Egregio Onorevole,
    mi chiamo Piero Manzanares, le scrivo perché è all’esame della Sua Commissione la PDL 3900 sulla Riforma forense che, all’art. 2 comma 6, che inserisce una nuova esclusiva agli avvocati per le attività di consulenza legale e assistenza legale stragiudiziale.
    Tale formulato è in netto contrasto:
    con la chiara Sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione che così recita: “la prestazione d’opera intellettuale nell’ambito dell’assistenza legale è riservata agli iscritti negli albi forensi solo nei limiti della rappresentanza, assistenza e difesa delle parti in giudizio, e, comunque, in diretta collaborazione con il giudice nell’ambito del processo, onde, al di fuori di tali limiti, l’attività d’assistenza e consulenza legale non può considerarsi riservata agli iscritti negli albi professionali” (Cass. civ. Sez. Unite, 3 dicembre 2008, n. 28658).

    Con le segnalazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, che chiariscono come la nuova esclusiva possa determinare una seria restrizione alla concorrenza e un aumento non giustificabile dei costi delle prestazioni professionali.

    Con l’art. 3 comma 1 del DL 138 del 13/8/2011 nel quale sono espressi con chiarezza i principi della libertà di intrapresa e i relativi limiti.

    Con l’art. 1, 3, 41 della Costituzione perché l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e non sulla sua distruzione, perché il formulato consente, con una ingiustificabile discriminazione, di svolgere l’attività di consulenza legale e assistenza stragiudiziale in modo autonomo solo agli avvocati e ai professori universitari mente è possibile svolgerla in forma di lavoro dipendente per aziende o associazioni di categoria e, infine, perché si viola palesemente il principio di libertà di intrapresa.

    La conseguenza devastante dell’approvazione di una norma così ingiusta e infondata in tema di diritto e di democrazia economica sarebbe, in un tempo di grave crisi economica, la chiusura di migliaia di studi professionali, composti da patrocinatori stragiudiziali ed esperti di infortunistica stradale: un impatto su almeno 50000 lavoratori tra professionisti e indotto. Il tutto accadrebbe peraltro senza alcun ammortizzatore sociale.
    ecco io sono uno di loro, svolgo la professione di esperto di infortunistica stradale, da questo lavoro campo la mia famiglia, ho una preparazione specifica in materia di infortunistica stradale, ed oggi vedo il mio lavoro di 10 anni in bilico per una norma.
    Se dovesse passare cosa faccio??
    Chiudo bottega??
    Aspetto una sua risposta in merito.
    cordialmente
    Piero Manzanares

  3. Cauzzi Alessamdro scrive:

    Egr. Onorevole Cassinelli,

    Mi risulta che Lei abbia raccolto le firme per mantenere gli ordini.
    Mi chiedo come faccia Lei a definirsi liberale quando invece le sue azioni dicono tutt’altro.
    In questo momento politico e di grande instabilità economica penso che sia necessaria la
    partecipazione di tutti. E invece no: Ci sono i soliti che non vogliono saperne.

    Sarebbe interessante sapere perchè lei è contrario alla liberalizzazione degli ordini professionali.
    Sono azioni come le Sue che mi fanno pentire di avere sostenuto il PdL per tutti questi anni.
    Sono azioni come le Sue che mi fanno pensare che qualcuno scalda i banchi solo per tornaconto personale.

    • Roberto Cassinelli scrive:

      Egregio Signor Cauzzi,
      è esattamente così: sono liberale e ho raccolto le firme per mantenere gli ordini professionali.
      Non certo per tornaconto personale, ma semplicemente perché – lavorando ormai da oltre 25 anni come libero professionista – so il disastro che avrebbe provocato l’abolizione degli ordini, che hanno una funzione centrale nel nostro ordinamento.
      Senza gli ordini, chi avrebbe garantito al consumatore la qualità del servizio offerto? Chi avrebbe sorvegliato sull’attività del professionista? Chi si sarebbe preoccupato di sanzionare i professionisti scorretti?
      Cancellare gli ordini professionali significherebbe, prima di tutto, cancellare un’istituzione che è di garanzia soprattutto per l’utente.
      Sono culturalmente propenso a sostenere le liberalizzazioni e le privatizzazioni. Ma non quando vanno a creare una “giungla”: abolire gli ordini porterebbe ad una mistificazione delle libere professioni, e creerebbe una lotta per accaparrarsi la clientela che provocherebbe solamente uno svilimento della qualità del servizio offerto.
      Mi creda, è una situazione piuttosto complessa che merita molta attenzione e la cui valutazione non può basarsi su un’analisi superficiale e demagogica.
      Cordialmente.

      Roberto Cassinelli

      • Gionata Pacor scrive:

        Egr. Sig. Cassinelli,
        il mercato è capacissimo di selezionare i professionisti, lo fa meglio di qualsiasi aristocrazia autoreferenziale. Se non è d’accordo vuol dire che non crede nel mercato ma nel corporativismo.

        Cordiali saluti,

        Gionata Pacor

      • Giovanni scrive:

        Il problema è che si sta muovendo non solo per confermare gli ordini, ma per aumentarne i poteri…..

        Se tanto le stanno a cuore gli ordini, le ricordo che gli stessi punteranno a tutelare la loro autonomia e supremazia. I professionisti scorretti sono querelabili se commettono illeciti, diversamente non sono attaccabili neanche dell’ordine di appartenenza.

        Parla di “molta più attenzione” e lascia che passi una riforma parzialmente discussa al senato, osteggiata con 500 emendamenti che evidenziano problemi strutturali della nuova riforma e che DANNEGGIANO i giovani a discapito di studi avviati per non parlare dell’impossibilità di studi specializzati nella gestione stragiudiziale della vertenza che non potrebbero più operare.

        Grazie per la “molta attenzione” che sta dedicando.

        giovanni

        • admin scrive:

          Egregio Signor Giovanni,

          posso garantirLe che l’esame degli emendamenti è stato molto scrupoloso, e che il testo che uscirà sarà il frutto di un lungo e meditato lavoro.

          Non so se esista un testo perfetto, ma per la “molta attenzione” e l’impegno che ho dedicato alla riforma dell’ordinamento forense credo di poter dire che si tratti quantomeno di un buon testo.

          Infine, quanto alla funzione degli ordini professionali, non la vedo sovrapponibile a quella della magistratura penale, né da essa sostituibile. Il piano della querela e quella delle sanzioni disciplinari sono ben distinti.

          Cordiali saluti.

          Roberto Cassinelli

          • Giovanni scrive:

            eppure lei si è espresso in senso contrario. Non è stato lei a chiedere ai colleghi di ritirare 500 emendamenti? e che contrariamente in sede di voto avrebbe dato parere negativo ?

            Forse sarebbe opportuno che si rileggesse quello che ha riferito in parlamento….

            Se poi parliamo di sanzioni disciplinaria carico degli iscritti, e considerando l’ordine alla quale presumo lei faccia parte, in quale percentuale vengono sanzionati i suoi colleghi su un totale di iscritti?

            La responsabilità professionale, senza addentrarci nel penale, è voce di danno in ambito civile, e per poterne dimostrare il nesso causale, tanto per l’ordine,per l’assicurazione che per il giudice competente servono prove. La semplice segnalazione all’ordine degli avvocati per conto di un libero cittadino porta lievi fastidi al legale “incriminato” , soprattutto se in difetto di prove. (è giusto che sia così) Quindi che farà mai un ordine se non coordinare deontoligcamente un’attività? ma secondo lei la deontologia è un qualcosa che bisogna rispettare perchè scritta o perchè è alla base di una seria professionalità

            Caro Cassinelli, le deontologia è intrinseca al professionista serio a prescindere che questo sia iscritto o meno ad un ordine.

            La invito ad un gesto di responsabilità e non ha fare giudizi da qualunquista.

            Ben saprà lei nella sua qualità di professionista quali brutti risultati si realizzano col qualunquismo.

            Cordialità,

            Giovanni

  4. Gionata Pacor scrive:

    Non voterò mai il PDL se la candiderà di nuovo. SI ALL’ABOLIZIONE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI!

    Pacor Gionata
    ConfContribuenti

    • Roberto Cassinelli scrive:

      Egregio Signor Pacor,
      letto il Suo cortese commento, non posso che rammaricarmene ed invitarLa a leggere quanto ho scritto, poco sopra, al Signor Cauzzi.
      Cordialmente.

      Roberto Cassinelli

  5. michele scrive:

    buonasera Onorevole Cassinelli,
    dopo (l’ottimo) provvedimento riguardante la liberalizzazione del Wi-Fi, che finalmente ha permesso di moltiplicare in Italia i punti di accesso disponibili, è opportuno un intervento che incentivi la diffusione del wireless ottico a discapito del wireless su radiofrequenze.

    Ormai dal 2008, è imbattuto il primato mondiale di connessione Internet più veloce, raggiunto nel 2008 dal Sant’anna di Pisa col wireless ottico. si può ormai parlare di tecnologia matura per un’introduzione di massa nel mercato. Esistono già dispositivi commerciali.
    Si noti che il wireless ottico è ancora oggi più veloce della fibra ottica: sempre il Sant’Anna (+Ericcson e altri atenei) con cavo in fibra ottica ha raggiunto il 5/03/2011 una connessione di 448 gigabit / secondo, che resta ancora la metà di quella ottenuta senza cavo nel 2008.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-Fi#Wi-Fi_2

    Il wireles ottico consiste in un segnale luminoso, anzichè onde radio, e i modem emittente e ricevente sono in pratica due lenti/ specchi.

    Si elimina il problema dell’elettrosmog, degli effetti sulla salute, dovuti a campi elettromagnetici. Ii costi della rete sono i soliti della radiofrequenza.

    Le tecnologie ottiche hanno prestazioni molto più elevate, nemmeno comparabili con la radiofrequenza, sia via cavo che wireless. La fibra ottica batte il doppino in rame, il wireless ottico stravince su Wi-Fi, Wi-max, HiperLan.

    Fondi italiani ed europei per vincere il digitaldivide dovrebbero ora essere indirizzati esclusivamente a tecnologie ottiche, così come il progetto della rete di nuova generazione dovrebbe puntare a un mix di fibra ottica e wireless ottico, piuttosto (come è ora) a un mix di fibra ottica e wi-max.

    • admin scrive:

      Gentile Michele,
      grazie per il suo suggerimento. Approfondirò la tematica con la dovuta attenzione.
      Un cordiale saluto.

      Roberto Cassinelli

  6. michele scrive:

    leggermente OT, ma è più che attuale ora che si vota la riforma della giustizia.
    1) reintrodurre limiti perentori inderogabili effettivi alla detenzione preventiva, proporzionali alla pena massima prevista dal Codice Penale per il capo d’accusa contestato:

    apprendiamo dalla wikipedia che i termini della carcerazione preventiva non sono più perentori, il caso Fastweb (ben 12 mesi di carcere preventivo) per tutti segnalato più volte da Panorama:

    >>Le Sezioni Unite Penali della Cassazione, con la sentenza n. 4614 del 5 febbraio 2007, hanno stabilito che il limite massimo della carcerazione preventiva non è un limite perentorio, ed è derogabile da un provvedimento del giudice consentito dalla legge. Non è invece accettabile un meccanismo processuale dal quale derivi che, alle scadenze temporali considerate dalla legge, pur in mancanza di un provvedimento del giudice, la custodia cautelare non debba inderogabilmente cessare.

    in contrasto con l’art. 13 della Costituzione: “La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva”.

    2) Di nuovo, il periodo di carcerazione preventiva dovrebbe essere sottratta dagli anni di reclusione ai quali si è condannati, ed essere considerato un inizio di detenzione a tutti gli effetti di legge, in caso di condanna.

    3) il periodo di carcerazione preventiva dovrebbe anche essere computato nei termini di prescrizione del processo breve: è assurdo che il processo si prescrive dopo10 anni di causa per una pena di 3, mentre i mesi/anni di carcere preventivo non sono nemmeno presi in considerazione

    4) dichiarare nullo qualunque provvedimento cautelare motivato da ipotesi di reato non contemplate nel codice penale. non di rado capita che persone siano accusati di capi d’accusa che nemmeno sono previsti nel codice penale.

    5) depenalizzare una serie di reati minori, nei quali non c’è parte lesa,o dove è trascurabile in termini di diritto o di interesse legittimo: falsa certificazione di malattia, disturbo alla quiete pubblica, oltraggio al decoro urbano, accattonaggio (come riformatto dopo le sentenze della Consulta)

  7. Antonella Rossello scrive:

    OTTIMO SITO! BUON LAVORO!

  8. max scrive:

    La nuova grafica mi piace e spero che presto ci siano quì discussioni interessanti alle quali partecipare.

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