“Ma se ghe pensu” è la commovente metafora della Genova dell’emigrazione, del passato.
“Maniman” è un pò come il ponentino a Roma, rallenta, ma anche questo deve essere il passato.
A Genova si deve cambiare, guardare avanti con lungimiranza e progettare il futuro uniti, solidali.
Noi genovesi siamo migliori di quanto pensiamo e lei, Onorevole, con i suoi progetti veri, raccontati
con semplicità e ottimismo, ci rappresenta e ci fa ben sperare.
Entrare nei cuori è molto di più che “bucare lo schermo”!
“Ma se ghe pensu” è la commovente metafora della Genova dell’emigrazione, del passato.
“Maniman” è un pò come il ponentino a Roma, rallenta, ma anche questo deve essere il passato.
A Genova si deve cambiare, guardare avanti con lungimiranza e progettare il futuro uniti, solidali.
Noi genovesi siamo migliori di quanto pensiamo e lei, Onorevole, con i suoi progetti veri, raccontati
con semplicità e ottimismo, ci rappresenta e ci fa ben sperare.
Entrare nei cuori è molto di più che “bucare lo schermo”!
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