Maggio, il mese della Rete
martedì 15 maggio 2012Nel giro di pochi giorni alcuni fatti mi hanno portato a pensare che questo maggio 2012 possa essere ricordato come il mese della Rete.
Innanzitutto, la storica sentenza della Corte di Cassazione con la quale si è finalmente stabilito che i blog non sono prodotto editoriale e che perciò non sussiste a loro carico alcun obbligo di registrazione: una piccola vittoria di chi, ormai da diversi anni, si batte per liberare la blogosfera dai lacci e lacciuoli che un legislatore talvolta fantasioso ed una magistratura spesso incompetente hanno tentato di porle.
Ancora, la candidatura di Stefano Quintarelli all’Agcom, straordinariamente inedita nelle modalità in cui è stata presentata: sui social network. È la prima volta che un movimento di massa, del tutto trasversale e virtuale, arriva a proporre una propria candidatura indipendente per una Autorità le cui nomine spettano al Parlamento. Ed auspico che i partiti sappiano ascoltare la forte voce della Rete e sostengano la prima “candidatura web” della storia d’Italia. Personalmente ho già deciso che lo farò.
Infine, l’intenso lavoro che il Popolo della Libertà, con Antonio Palmieri in testa, sta portando avanti per dare all’Italia una agenda digitale che sia di sostegno alle giovani idee e porti il nostro Paese all’avanguardia in Europa e nel mondo.
Piccole circostanze che, lette tutte insieme, mi hanno fatto pensare che stia accadendo qualcosa.
Sarà mica finalmente giunto il tempo, tanto atteso e già in ritardo, di un riconoscimento del ruolo cardine della Rete nella società dei giorni nostri?
Come dice la canzone, lo scopriremo solo vivendo. Ma ci crediamo davvero.
PS. Anche il successo elettorale dell’unico partito italiano che indica un dominio internet all’interno del proprio simbolo, sotto le cinque stelline da cui prende il nome, pare assumere in questo quadro un significato diverso. Perché è vero che le percentuali ottenute in quest’ultima tornata sono frutto di un grande astensionismo e raccolgono il cosiddetto “voto di protesta” dei tanti elettori col mal di pancia, ma sarebbe errato liquidare così banalmente un fenomeno che ha dato prova di esistere: a loro va riconosciuto che sono stati più bravi di altri a trattare le questioni della Rete, non senza avere utilizzato toni tutt’altro che opportuni. Comunque, ciò dovrebbe insegnare ai partiti tradizionali, quelli che continuo a ritenere l’unica via possibile per un esercizio consapevole e responsabile della democrazia, a dedicare maggiore attenzione ad una tematica sempre più sentita: il solo modo per non lasciare ulteriore campo agli urlatori ed ai demagoghi da piazza.
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Concordo con la sua analisi.
NOI ci crediamo davvero, e siamo tanti !
Avendo seguito il suo lungo e paziente lavoro a favore della rete, non possiamo che
ringraziarla di cuore per quanto ha fatto e quanto ancora farà.
Per un giovane Piraten tedesco, è facile ed istintivo impegnarsi per la rete, ma per
un politico italiano non è così.
Lei è certamente un politico atipico e lungimirante, capace di focalizzare il bene comune
e, pragmaticamente, agire per esso.
Grazie ancora da NOI che pensiamo, prima di tutto, ai nostri figli, e ad un futuro condiviso
e migliore.
[...] Nel giro di pochi giorni alcuni fatti mi hanno portato a pensare che questo maggio 2012 possa essere ricordato come il mese della Rete . Innanzitutto, la storica sentenza della Corte di Cassazione con la quale si è finalmente stabilito che i blog non sono prodotto editoriale e che perciò non sussiste a loro carico alcun obbligo di registrazione : una piccola vittoria di chi, ormai da diversi anni, si batte per liberare la blogosfera dai lacci e lacciuoli che un legislatore talvolta fantasioso ed una magistratura spesso incompetente hanno tentato di porle. [...] Leggi l'articolo completo su Roberto Cassinelli [...]